Il mercato del lavoro americano favorisce i bonds

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Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners Sgr.

Un labour market report US di aprile assai docile favorisce una stabilizzazione dei bonds, e l’Equity ringrazia sentitamente.

Il violento rimbalzo dei bonds europei ieri sera ha favorito un turnaround del sentiment, ma era evidente che i risk asset aspettavano indizi che si trattasse di qualcosa di più di uno scarico dell’ipervenduto, prima di abbandonarsi al sollievo per lo scampato pericolo. Anche l’incombere dei Payrolls oggi deve aver contribuito al clima incerto. Non a caso Wall Street ieri sera ha messo a segno un relativamente modesto guadagno modesto (+0.4%).

Moderatamente ottimista il clima anche nella seduta asiatica, con Tokyo che ha recuperato parzialmente le perdite di ieri. In Cina un ‘altro dato macro da brivido, con il trade balance che ha mostrato cali robusti, delle esportazioni ( -6.2% vs +0.9% atteso) ma soprattutto delle importazioni (-16.1% vs -8.4% atteso). L’impressione è che la divisa forte cominci a fare danni anche qui, lo si nota dal fatto che le esportazioni verso gli USA son rimaste stabili, mentre son scese molto quelle verso Europa, Giappone e Hong Kong. Per non parlare del quadro della domanda interna offerto dall’import, con calo a 2 cifre pera la quarta volta a fila. L’equity locale inizialmente l’ha presa male, ma nel finale di seduta le attese di ulteriore stimolo monetario hanno ripreso il sopravvento e ne è nato un buon rimbalzo (+2.3%). Ugualmente positiva Mumbay (+1.7%), poco mossi gli altri mercati.

L’apertura europea è avvenuta all’insegna di un cauto ottimismo. L’emergere della schiacciante vittoria dei conservatori alle elezioni UK (dove invece si attendeva un parlamento “bloccato”) ha levato una locale fonte di incertezza. La produzione industriale tedesca di marzo deludente (-0.5% vs +0.4% atteso) è stata controbilanciata dal buon dato italiano (+0.4% vs +0.2% atteso) e dall’ottimo dato spagnolo (+2.9% anno su anno vs +1.3% atteso). Il trade balance tedesco di marzo mostra una buona attività. Se il balzo delle importazioni (+2.4% vs +0.1% atteso) peserà un po’ sul GDP del secondo trimestre, questo fornisce un quadro lusinghiero della domanda interna tedesca.

Cosi, nel run up verso i payrolls, gli indici europei hanno mostrato marginali guadagni, mentre i bonds hanno consolidato il rimbalzo di ieri, eventualmente impauriti dall’eventualità di un dato forte, che impattasse sui tassi US.

Il labour market report di aprile, nel complesso leggermente inferiore alle attese, si è dimostrato quel che ha ordinato il dottore per rimettere in sesto il risk appetite globale. 

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