Intesa Sanpaolo: L’industria torna a crescere

Paolo Mameli, senior economist della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, sul dato produzione industriale a settembre

  • La produzione industriale è cresciuta di 0,2% m/m a settembre, dopo essere calata di -0,5% m/m ad agosto. Il dato è risultato inferiore alle nostre previsioni (e di consenso). In ogni caso, la variazione annua è accelerata a +1,7% da +1% precedente (in termini corretti per gli effetti di calendario).
  • Se il contributo negativo dall’energia era atteso (seconda flessione consecutiva dopo il boom di luglio: -1,5% m/m), la sorpresa rispetto alle previsioni si spiega soprattutto con il contributo negativo dai beni di consumo non durevoli (-1,4% m/m), oltre che con il secondo mese di stagnazione della produzione di beni di investimento. Hanno invece messo a segno un rimbalzo (dopo il calo di agosto) sia i beni di consumo durevoli che i beni intermedi (+1,2% e +0,7% rispettivamente).
  • Lo spaccato per settore di attività economica mostra un miglioramento rispetto al mese precedente: dei 13 settori manifatturieri, il numero di quelli che risultano in progresso su base annua risale a 9 dai 5 del mese precedente. Il comparto di gran lunga più brillante, anzi in accelerazione a settembre, si conferma quello dei mezzi di trasporto (+23,2% a/a, ancora trainato dalle auto che mettono a segno un aumento a doppia cifra per il dodicesimo mese consecutivo: +53,1% a/a). Si confermano in netta crescita tendenziale anche i prodotti petroliferi raffinati (+12,3% a/a) e, tra gli altri, le apparecchiature elettriche (+4,8% a/a, pur in frenata nel mese). Rallenta invece la meccanica, che torna a una crescita vicina a zero rispetto ad un anno prima (+0,3% a/a). Restano in rosso il tessile (-4% a/a), l’alimentare (-1,7%) e il comparto metallurgico (-1,1%), oltre alle altre industrie manifatturiere (-2,5% m/m), che comprende molti comparti tipici del made in Italy assai legati alle esportazioni. Al di fuori del manifatturiero, si mantiene in calo su base annua l’attività estrattiva (-4,5% a/a), mentre pur con la correzione di settembre resta in espansione la fornitura di energia (+1,3% a/a).
  • In sintesi, il rimbalzo della produzione industriale a settembre è indubbiamente meno pronunciato di quanto ci si potesse attendere sulla base delle indicazioni giunte dalle indagini di fiducia delle imprese. La frenata registrata nel mese da alcuni comparti tipicamente export-led (ad esempio farmaceutica, meccanica, alimentare, tessile) potrebbe essere un segnale dell’impatto sull’export della minor domanda estera (non solo dai Paesi emergenti ma anche dalla Germania).
  • Tuttavia, il dato non implica indicazioni di rallentamento dell’economia. Il trimestre estivo si è chiuso con un incremento di 0,4% t/t della produzione industriale, in linea con quanto registrato in primavera. Ciò suggerisce che il PIL nel trimestre potrebbe essere cresciuto dello 0,3% t/t come nei tre mesi precedenti (la nostra forchetta di stima, prima del dato sulla produzione industriale, era tra 0,3% e 0,4% t/t). Non è da escludere però che una (modesta) accelerazione dell’attività economica sia rimandata al trimestre in corso. Tale profilo è coerente con la nostra stima di un PIL italiano in crescita di 0,8% nel 2015.
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