La fortuna di investire in azioni indiane

Di recente abbiamo gioito di due avvenimenti molto importanti nel mercato indiano: l’approvazione della legge sull’imposta su beni e servizi e la nomina del prossimo governatore della banca centrale. Ci torneremo in seguito, ma prima analizziamo alcune caratteristiche che fanno dell’India un mercato molto interessante.

Fra le grandi economie mondiali, è quella che cresce più rapidamente e potrebbe continuare così per 20 anni. Le istituzioni democratiche del Paese sono stabili e bilanciate. I governi sono sempre più consapevoli della necessità dello sviluppo per la loro stessa sopravvivenza.

La Reserve Bank of India (RBI) ha operato in modo tradizionale, senza scimmiottare le banche centrali del resto del mondo che stanno riempiendo di steroidi l’economia. Le imprese lavorano per generare redditività e il mercato azionario si comporta razionalmente, premiando le società attente alle minoranze e vice-versa. Tutti fattori che hanno creato uno straordinario ciclo virtuoso in grado di sostenere ulteriormente la borsa indiana.

E ora parliamo degli ultimi due sviluppi.

Primo: il parlamento ha approvato la legge sull’imposta unica nazionale su beni e servizi, detta GST, che da aprile 2017 farà dell’India  federale un mercato unico. Una riforma epocale, che semplificherà l’attività imprenditoriale e la logistica. La GST, inoltre, trasformerà l’economia sommersa in un sistema di imprese contribuenti. Aspettiamo con ansia l’entrata in vigore della legge.

Secondo, è stato annunciato il nuovo governatore della RBI. Il timore generale dopo il mancato rinnovo del suo predecessore, un falco nella politica monetaria, era che il governo potesse nominare una colomba che avrebbe abbassato i tassi di interesse a sostegno della crescita, per favorire Modi alle prossime elezioni.

È dunque una bella sorpresa la scelta di Urjit Patel, considerato un duro contro l’inflazione. Da vice-governatore, infatti, ha svolto un ruolo determinante nella formulazione del nuovo quadro di politica monetaria che prevede un intervallo di inflazione target. Gli ultimi sviluppi confermano da un lato l’impegno a lungo termine del governo centrale nell’attuazione delle riforme, dall’altro le credenziali della RBI.

In una congiuntura così favorevole è facile lasciarsi trasportare dall’entusiasmo, ma è proprio quello che abbiamo sempre cercato di evitare al momento di investire. È la nostra filosofia, e i numeri parlano da soli!

Ecco i dati di performance aggiornati:

Periodo Composite Indice* Alpha
MTD 2,59% 1,24% 1,35%
YTD 12,55% 8,51% 4,04%
1 anno 12,70% 7,99% 4,71%
3 anni** 25,20% 15,33% 9,87%

I dati del Composite indicano i rendimenti lordi.
*Indice corrente: MSCI India 10-40;
**oltre un anno, dati annualizzati

La ricerca di titoli fortemente sottovalutati ci porta spesso verso aziende al momento poco amate.

Un buon esempio è Interglobe, operatore di Indigo, la più grande e forse la migliore linea aerea indiana. È la più economica fra le compagnie low cost e ha saputo emulare con successo il modello basato su un’unica flotta, un’organizzazione snella e la continua generazione di cash flow.

Recentemente alcuni piccoli vettori hanno cominciato ad abbassare i prezzi per sfruttare la capacità supplementare, riducendo così la redditività del settore. Come prevedibile, Interglobe, che l’anno scorso era la preferita degli investitori, da gennaio ha perso quasi un terzo del proprio valore di mercato, ma nel lungo periodo dovrebbe essere favorita da una struttura di costi ultra-competitiva. Le valutazioni sono ormai assolutamente ragionevoli e siamo fiduciosi nel nostro posizionamento.

Non dimentichiamo inoltre che nei prossimi 20 anni il mercato dell’aviazione indiano dovrebbe svilupparsi più rapidamente di qualunque altro e Indigo probabilmente saprà cavalcare l’onda!

Per quanto ci piaccia andare controcorrente, facciamo anche investimenti di altro tipo. A volte, si tratta semplicemente di tesori nascosti. È il caso di Repco Finance. Con una quota di meno dell’1% del mercato dei mutui residenziali, l’azienda non ha grande visibilità. Ma dal nostro lavoro di indagine emerge una notevole distanza fra Repco e i concorrenti.

Puntando essenzialmente sulle città di 2° e 3° livello e sui mutui residenziali di piccole dimensioni, la società beneficia di un’eccezionale redditività del capitale e di prospettive di crescita a lungo termine. Certo, il mare è grande, ma con il suo track record di sottoscrizioni Repco è destinata a diventare un pesce grosso nei prossimi anni.

Accanto a Interglobe e Repco, in India ci sono altre imprese di qualità che hanno creato enorme valore tramite business model in grado di sostenerne l’attività anche in futuro. Abbiamo inserito in portafoglio Kotak Mahindra Bank e MRF.

Kotak Bank è un ottimo istituto di credito guidato da un CEO capace e competente. Date le dimensioni relativamente modeste e le solide prassi di finanziamento, siamo convinti che la banca continuerà a crescere con profitto per anni. MRF, primo produttore di pneumatici indiano, ha riportato gli utili più elevati della categoria.

Il pricing power legato a un brand forte e la presenza geografica garantita da un’ampia rete di distribuzione sono difficilmente replicabili dalla concorrenza. Entrambi i titoli hanno visto moltiplicarsi di 9-10 volte il proprio valore negli ultimi dieci anni e a nostro parere possono creare ancora valore nei prossimi dieci.

Certo, il mercato indiano nel suo insieme non è affatto sottovalutato in un’ottica di breve periodo.  Ma non bisogna farsi spaventare da quest’aspetto, trascurando il potenziale di crescita composta dell’asset class.

I guadagni a lungo termine dipenderanno dal tempo più che dalla tempistica di investimento. Ad ogni modo, nel quadro di un approccio prudente, al momento abbiamo in portafoglio una piccola porzione di liquidità: qualche cartuccia da sparare non appena scorgeremo la prossima Interglobe o la prossima Repco.

A cura di Prashant Kothari, gestore del comparto Pictet-Indian Equities

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