Sersale di Anthilia commenta sui mercati del lunedi’

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Di Giuseppe Sersale, Strategist di Anthilia Capital Partners SGR

Con un ritardo di un giorno, la dovishness del FOMC di giugno ha riportato Wall Street sui massimi. Per essere precisi, il Nasdaq e il Russell 2000 small cap li hanno marginalmente superati, mettendo a segno  l’ennesimo tentativo di break out (vediamo le chiusure oggi).

Sicuramente l’attenuazione delle tensioni sui mercati europei ha contribuito al movimento, ma alla luce del newsflow greco non è certissimo che non siano stati questi ultimi a risentire positivamente della solidità di Wall Street.

Ovviamente l’azionario US beneficia anche del miglioramento del quadro macro US, con la crescita che sembra tornare verso il trend di 2.5% – 3% degli ultimi anni. Peraltro, a giugno le earning revisions hanno ripreso a scendere, con solo 2 settori su 10 a mostrare crescita (consumer discretionari ed energy). In ogni caso le revisioni al ribasso sono una costante nel mese che precede le trimestrali.

L’Asia ha tratto beneficio dal mood in US, con tutti gli indici, ad eccezione dei mercati cinesi, in progresso. Tokyo (+0.9) ha recuperato gran parte della discesa di ieri. La BOJ ha lasciato tutto invariato ma ha ridotto il numero di meetinga da 14 a 8 l’anno, dal 2016.

Kuroda ha corretto il tiro sullo Yen, dichiarando che la discesa non è un ostacolo alla flessibilità della politica monetaria. Prossima settimana (venerdi) abbiamo il CPI maggio e c’e’ già chi fantastica di altro QQE in caso di sorpresa negativa. Positivi gli altri indici con progressi compresi tra il +1.3% di Sydney e il +0.25% di Seul.

Tutt’altro discorso per Shanghai, protagonista di un altra seduta pesantissima (-6.4%). I tassi monetari sono saliti negli ultimi giorni (60 bp nello shibor a 1 sett, al 2.65%) per effetto del tightening PBOC. Oggi gli operatori parlano di un ondata di margin call (800 titoli sospesi al ribasso) per cui la manovra anti speculazione annunciata ieri sembra aver avuto un successo fulminante.
Se continuiamo cosi presto riapriranno i rubinetti.

L’apertura europea è avvenuta con un sentiment non troppo dissimile dalla chiusura di ieri (l’euforia per lo scoop di die Zeit si era attenuata nello spazio di un paio d’ore). La mattinata era dominata dalla conference call ECB, indetta per le 12 per far fronte alle richieste di finanziamento delle banche greche (L’ECB non era certa che queste avrebbero potuto riaprire lunedi).

Complice un newsflow tutto sommato costruttivo, gli asset europei hanno guadagnato ulteriore terreno nell’attesa: Tsipras si è nuovamente detto fiducioso sulla possibilità di raggiungere un accordo, e alcune dichiarazioni di ministri russi hanno ridotto le aspettative di un aperto supporto della Russia alla Grecia.

Non si sa quanto queste siano rappresentative del parere di Putin. Peraltro il Presidente russo  nel pomeriggio ha dichiarato che la Russia non si immischia negli affari tra l’EU e la Grecia.
Infine, varie indiscrezioni sostengono che l’ipotesi di soluzione tappo di 6 mesi guadagnando terreno.

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