Tsipras e i mercati, Sersale commenta

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Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners Sgr.

La giornata dei payrolls è iniziata con un sentiment alquanto pericolante.

La trovata di Tsipras & c. di richiedere in extremis l’accorpamento dei pagamenti all’ IMF ha messo di cattivo umore i mercati. Intanto ha dato l’impressione che il cash nelle casse greche sia assolutamente finito (sai che novità). E in secondo luogo l’erraticità dell’atteggiamento greco (negli ultimi giorni erano state date ampie rassicurazioni che il pagamento all’IMF sarebbe stato fatto) ha spiazzato i vertici EU. La Merkel e Hollande hanno convocato il Premier greco per una teleconference a mezzanotte, dove apparentemente si son sentiti dire che la proposta EU non può essere una base per una contrattazione, e non riflette i progressi nelle trattative.

Aggiungiamoci la brutta seduta ieri a Wall Street (S&P -0.85%) e si è capito che chiusura della settimana non sarebbe stata facile. In Asia, solo gli indici cinesi, notoriamente scorrelati dal resto, hanno messo a segno progressi. Ma i cali degli altri indici sono stati marginali.
Diversamente, in Europa siamo partiti subito pesanti, con un occhio ai bonds greci in robusto calo (2 anni +250 bps), e chi se ne frega se i factory orders tedeschi di aprile hanno accelerato (+1.4% da prec +1.1% e vs attese per +0.5%). Tra l’altro, la Bundesbank ha alzato le stime di crescita a +1.7% per il 2015 e 1.8% per il 2016 da rispettivamente 1% e 1.6%, citando buone condizioni del mercato del lavoro e redditi in aumento.
L’azionario è partito in negativo per fare i minimi a fine mattinata sul -2%, e i bond periferici hanno perso  progressivamente buona parte del recupero di ieri pomeriggio. La divisa unica è stato l’unico asset europeo ad avere la tipica performance erratica che precede i payrolls US, oscillando un po’ intorno al livello di chiusura di ieri.

Il Labour market report US è uscito assai migliore delle attese:
** 280.000 nuovi occupati a maggio, vs consenso di 220.000 e con revisioni ai 2 mesi precedenti di +32.000. Con questo dato la media a 3 mesi torna sopra 200.000 (207.000) e quella da inizio anno sale a un rispettabilissimo 217.000.
** La disoccupazione è salita a 5.5% da 5.4%, ma questo è un prodotto di un rimbalzo del tasso di partecipazione da 62.8% a 62.9%. In altre parole il numero di nuovi occupati della household survey (ben 272.000, in linea con i payrolls) è stato bilanciato da 397.000 nuovi individui entrati nella forza lavoro.
** Le paghe orarie sono salite più delle attese (0.3% vs 0.2% atteso e la salita a 2.3$% del tasso anno su anno mostra una lieve accelerazione dei salari.
Guardando nel dettaglio, si nota che i guadagni sono discretamente distribuiti nelle varie categorie, ma il grosso incremento dei servizi segnala nuovamente una domanda domestica robusta, che bilancia la debolezza del canale estero e del settore energia. E i vistosi guadagni del settore retail e  leisure, oltre a confermare che il clima ha avuto un impatto sulla serie come sul resto dell’economia US (e quindi è sensato attendersi un rimbalzo congiunturale), forniscono indizi che i consumi potrebbero essere in fase di accelerazione. Vedremo se le retail sales di maggio ,in pubblicazione giovedi prossimo, confermano il quadro.

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