USA, la lotteria dei payroll continua

Dopo un dato deludente lo scorso mese, i payroll non agricoli degli Stati Uniti hanno superato le aspettative a giugno, registrando un aumento di 287.000 unità rispetto alle 180.000 attese.

Il dato di maggio è stato rivisto al ribasso, a sole 11.000 unità, ma dopo la lettura odierna sembra costituire in verità un’anomalia e il trend a tre mesi mostra un rispettabile +150.000 unità.

Sebbene possa accadere che i mercati prestino attenzione al solo dato principale, gli altri dettagli sono più contrastanti: per esempio, il salario orario medio è salito meno delle attese, con una crescita del +2,6%, mentre il tasso di disoccupazione è aumentato lievemente, attestandosi al 4,9%.

Quest’ultimo dato riflette un aumento della partecipazione alla forza lavoro, quindi può essere visto come un segnale di forza. Tuttavia, i salari non riescono a rispondere alle migliori condizioni del mercato del lavoro e ciò rimane una caratteristica dell’attuale espansione.

Quali sono dunque le prospettive per i tassi di interesse statunitensi?

La pubblicazione del dato sui payroll a maggio ha cancellato qualsiasi speranza di un aumento dei tassi a giugno. Da allora, l’aumento della volatilità post-Brexit ha dato un carattere di “preveggenza” alla decisione della Fed di non inasprire la politica monetaria.

I mercati sono poi andati oltre, scontando nei prezzi la possibilità che non ci sia alcun aumento dei tassi per due anni. I dati pubblicati oggi riequilibrano la situazione, ricordandoci che l’economia degli Stati Uniti è viva e la Fed potrebbe dover considerare un rialzo dei tassi prima della fine dell’anno.

A cura di Keith Wade, chief economist & Strategist, Schroders

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